Da dove arriva il gas in Italia

Aggiornato il 10/01/2025
di Davide Raia
In 30 sec.
  • LaĀ RussiaĀ ĆØ stata, fino al 2021, ilĀ principale importatore di gas in Italia, ma la guerra in Ucraina ha cambiato la mappa dell’approvvigionamento nel nostro Paese
  • A aprile 2026, il primo fornitore per l’Italia ĆØ l’Algeria
  • IlĀ gas importato dall’esteroĀ rappresenta ilĀ 96,3%Ā dei consumi di gas in Italia
  • Giù laĀ dipendenza dalĀ gas russoĀ dal 40% al 4,7% in due anni. I flussi sono destinati a diminuire ancora dopo lo stop al transito del gas russo verso l’Europa via Ucraina

L’approvvigionamento diĀ gasĀ in Italia ĆØ tornato ad essere un ā€œosservato specialeā€ oggi, 6 aprile 2026, in seguito allo stop del transito dei flussi di gas naturale dalla Russia all’Europa tramite la rete di gasdotti in Ucraina.

Il blocco di Gazprom ĆØ una conseguenza del mancato rinnovo dell’accordo quinquennale tra Mosca e Kiev (scaduto il 31 dicembre 2024) per il passaggio del gas naturale dalla Russia in Europa.

Questo stop, scattato il 1° gennaio 2025, contribuirĆ  a disegnare una nuova mappa dell’approvvigionamento del gas in Europa e in Italia, giĆ  mutata dopo il ridimensionamento della leadership russa a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Prima della guerra tra Mosca e Kiev, infatti, la Russia era il principale fornitore diĀ gas naturaleĀ per l’Italia. A poco più di due anni di distanza, il nostro Paese vede nell’Algeria il suoĀ fornitore numero unoĀ di gas. CosƬ come ĆØ in crescita il peso delle importazioni dai giacimenti dell’Azerbaigian.

La produzione di gas nazionale, invece, continua a ricoprire una porzione minima del fabbisogno nazionale, confermando la necessitĆ  di importare questo combustibile fossile da altri Paesi.Ā 

Nell'approfondimento che segue vediamo nel dettaglioĀ da dove arriva gas in Italia.

Chi fornisce il gas all'Italia? I Paesi che riforniscono l'Italia di gas naturale

Secondo i dati contenuti nella relazione 2024 di ARERA (AutoritĆ  di regolazione per Energia, Reti e Ambiente),Ā il principale fornitore di gas per l’Italia ĆØ l’Algeria, conĀ 25,5 miliardi di metri cubiĀ forniti nel 2023. I flussi di metano dell’Algeria coprono circa ilĀ 42% del fabbisogno nazionale.

Alle spalle dell’Algeria c’è l’Azerbaigian, con quasi 10 miliardi di metri cubi transitati nel 2023 tramite il gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline). Si tratta del 16% del totale di gas importato. Ci sono poi ilĀ Qatar, con 6,8 miliardi di metri cubi,Ā NorvegiaĀ eĀ OlandaĀ con 6,6 miliardi di metri cubi.

Le importazioni dallaĀ RussiaĀ sono crollate a 2,9 miliardi di metri cubi, con una copertura del 4,7% del fabbisogno energetico italiano. In 2 anni, i flussi di gas da Mosca hanno subito un tonfo in seguito alle sanzioni imposte dall’UE al Cremlino.

Nel corso delĀ 2023Ā sono statiĀ consumati 60,3 miliardi di metri cubi di gas in ItaliaĀ (-10,4% rispetto al 2022). Circa 14,5 miliardi di metri cubi sono rappresentati dal GNL importato via mare, principalmente da Qatar, Algeria e Stati Uniti.

Dove sono i gasdotti in Italia? La rete di trasporto nazionale e gli ingressi principali

Per quanto riguarda la rete di trasporto del gas in Italia, gestita da Snam Rete Gas, questa conta sei metanodotti, conĀ ingressi principaliĀ a:

  • Tarvisio;
  • Gorizia;
  • Passo Gries;
  • Mazara del Vallo;
  • Gela;
  • Melendugno.

A questi punti vanno aggiunti i centri diĀ rigassificazione, che si trovano a Panigaglia, Rovigo, Livorno e Piombino: qui arriva il GNL via mare. Una volta immesso nella rete, il gas viene trasportato da SNAM fino aiĀ punti di consegna, da dove sono presi in carico dai distributori locali che lo portano ai clienti finali.

Gli ultimi dati disponibili (gennaio – ottobre 2024) evidenziano come la maggior quantitĆ  di gas entri in Italia daĀ Mazara del ValloĀ (Trapani)Ā con oltreĀ 17,2 miliardi di SmcĀ tramite il gasdotto Transmed. Il secondo punto di ingresso, per volumi di gas importati, ĆØ Melendugno (Lecce), sulla costa adriatica del Salento,Ā conĀ 8,4 miliardi di metri cubi, tramite il gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline).

Mappa della rete dei gasdotti in Italia

Da dove arriva il GPL?

Il GPL (oĀ gas di petrolio liquefatto), in quanto miscela di idrocarburi che esistono come gas a pressione atmosferica e diventano liquidi sottoposti a una certa pressione, deriva dalla produzione di gas naturale e dalla raffinazione del petrolio grezzo.

Per il 53% il GPL italiano arriva dall’estrazione di gas naturale neiĀ Paesi dell’area mediterranea, per il resto dalla raffinazione del petrolio in impianti soprattutto nazionali e comunicatori.

Secondo i dati contenuti nella relazione 2024 di ARERA, le importazioni di GNL in Italia sonoĀ aumentate quasi del 70%Ā in due anni.

Come viene trasportato il gas dalla Russia all'Italia?

Sono tre i gasdotti consecutivi che arrivano in Italia dalla Russia portando il gas: il primo tratto ĆØ l’Urengoy-Pomary-Uzhgorod, il gasdotto che parte dalla Siberia e attraversa l’Ucraina fino alla Slovacchia, per un totale di 4.450 chilometri.

Da qui il gas passa nelĀ TransgasĀ e in Austria e poi nelĀ Tag, che lo porta fino all’impianto di Tarvisio dopo un ā€œviaggioā€ di 380 chilometri.

Il 31 dicembre 2024 ĆØ scaduto l’accordo quinquennale tra Mosca e Kiev per ilĀ transito dei flussi di gas naturale dalla RussiaĀ verso l’Europa passando per la rete dei gasdotti in territorio ucraino. Questo significa che dal 1° gennaio 2025 Gazprom ha interrotto la fornitura del gas attraverso l’Ucraina. Il mancato rinnovo dell’intesa tra Russia e Ucraina ĆØ destinato a ridurre ulteriormente il peso di Mosca nella mappa dell’approvvigionamento del gas in Europa, un ruolo giĆ  ridimensionato dopo le sanzioni imposte alla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina.

Quanto dipende dal gas russoĀ l'Italia?

Nel 2021, la quota di gas importato dalla Russia è stata del 38,2% del consumato, per un totale di 29,2 miliardi di metri cubi di gas, la quota di gran lunga più elevata tra i Paesi importatori.

I dati delĀ 2022Ā sono profondamente differenti. La Russia ha importato circaĀ 11,2 miliardi di metri cubi di gas, con un’incidenza sui consumi complessivi pari a circa ilĀ 15%.Ā Il calo progressivo della dipendenza dal gas russo per l’Italia ĆØ evidente daiĀ dati delĀ 2023: lo scorso anno, infatti, Mosca ha fornitoĀ 2,9 miliardi di metri cubi di gas, con una copertura delĀ 4,7%Ā del fabbisogno energetico del nostro Paese.

Alternative al gas russo: dove viene estratto il gas in Italia

La quota prodotta in Italia di gas ĆØ molto bassa: le estrazioni arrivano a un totale di 3,34 miliardi di metri cubi di gas naturale. In passato questo quantitativo ĆØ stato anche sei volte maggiore, grazie ai 70-90 miliardi di metri cubi di riserve.

Su circa 1.300 giacimenti attivi, ne vengono usati regolarmente poco più diĀ 500, anche per le leggi come la 133 del 2008 che ha imposto vari divieti all’estrazione nell’Adriatico settentrionale, una delle zone più ricche di giacimenti.

L’obiettivo ĆØ arrivare ad estrarne in tempi previ altri 2,2 miliardi di metri cubi per un totale diĀ oltre 5,5 miliardi di metri cubi.Ā La Regione italiana in cui si estrae più gas ĆØ la Basilicata, seguita da Sicilia, Emilia-Romagna e Molise.

Nel corso delĀ 2023, la produzione di gas nazionale ĆØ stata diĀ 2,7 miliardi di metri cubi, con un calo del 12,2% rispetto all’anno precedente. Attualmente, l’Italia dipende per oltre il 96% del suo fabbisogno di gas dalle importazioni dall’estero.

Alternative al gas russo: il ruolo del TAP

IlĀ TAPĀ (Trans Adriatic Pipeline), che fa arrivare in Puglia il gas importato dai giacimenti dell’Azerbaijan, può essere una delle soluzioni più promettenti per trovare alternative al gas russo, arrivando al suoĀ raddoppioĀ in tempi brevi; bisognerĆ  però fare i conti con l’accordo unanime tra 6 partner internazionali e la SOCAR, la societĆ  statale dell’Azerbaijan, che in quanto ex repubblica sovietica ha rapporti stretti con la Russia.

Tra gennaio e ottobre 2024, il gasdotto Tap con il suo terminale a Melendugno (Lecce), ha garantito all’Italia oltreĀ 8,4 miliardi di metri cubi di gasĀ (+2,1%Ā rispetto allo stesso periodo del 2023).

Gli impianti di rigassificazione del Gas Naturale Liquefatto (GNL) del Paese

Gli impianti di rigassificazione del Gas Naturale Liquefatto in Italia, indispensabili per poter utilizzare il gas che arriva nel nostro Paese in questa forma, sono quattro:

  • il rigassificatore diĀ PanigagliaĀ (La Spezia);
  • l’Adriatic LNG di Rovigo;
  • il terminale di rigassificazione di Livorno;
  • la nave rigassificatrice di Piombino (Toscana).

Altri due rigassificatori potrebbero venire realizzati aĀ Gioia TauroĀ eĀ Porto Empedocle.

Da dove arriva il gas in Europa?

InĀ Europa, il gas arriva attraversoĀ 4 corridoi dalla RussiaĀ - ovvero attraversoĀ NordĀ Stream,Ā Ukraine transit,Ā Yamal, il gasdottoĀ ucrainoĀ che serve anche l’Italia e infine ilĀ TurkstreamĀ che passa per la Turchia.Ā  A questi si aggiungono i canali che partono da Algeria, Libia, Norvegia e Azerbajian.Ā 

Come anticipato giĆ  sopra, dal 1° gennaio 2025 Gazprom ha interrotto i flussi gas naturale in transito dai gasdotti dell’Ucraina a seguito del mancato rinnovo dell’accordo quinquennale tra Mosca e Kiev per il passaggio dei volumi di metano verso l’Europa.

Ad arricchire gli stoccaggi europei c’è poi ilĀ gas naturale liquefattoĀ (GNL oppure, in inglese, LNG come indicato nell’immagine allegata). Tale gas viene importato in Europa in modo diverso dal gas naturale. L’import del GNL, infatti, avviene prevalentemente via nave. IlĀ GNL deve essere rigassificato prima di poter essere reimmesso nella rete di distribuzioneĀ nazionale del gas.

Si tratta di una procedura che viene eseguita in specifici impianti, dettiĀ rigassificatori. La possibilitĆ  di ricorrere al gas naturale liquefatto ĆØ una risorsa extra che l’Europa può sfruttare in caso di problemi con le forniture via gasdotti.

I dati in tabella mostrano leĀ principali fonti di importazione di gas in UE nel 2023:

FONTI DI IMPORTAZIONE GAS IN UE QUOTA NOTE

Norvegia

30,3%

Gasdotto

Stati Uniti

19,4%

GNL

Russia

14,8%

Gasdotto + GNL

Nord Africa

14,1%

Gasdotto

Altri

21,3%

Gasdotto + GNL

Fonte: Commissione europea sulla base di ENTSOG e di Refinitiv

Nel corso delĀ primo semestre del 2024Ā si ĆØ registrato unĀ calo del 20% delle importazioni di GNL in UE. Il dato ĆØ particolarmente rilevante in quanto mostra la capacitĆ  dell’UE di ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di GNL via nave, affidandosi principalmente ai gasdotti e al contributo, sempre più rilevante, delle energie rinnovabili. ƈ interessante sottolineare, in ogni caso, come, nello stesso periodo considerato, sulla base dell’analisi di Ieefa, si registri un aumento del +11% del GNL in arrivo dalla Russia, con la Francia che ha più che raddoppiato le importazioni. In Italia, invece, il principale fornitore ĆØ il Qatar.

L’immagine qui di sotto mostra, in modo schematico, le fonti di approvvigionamento di gas dell’UE:

Gasdotti in Europa

Il futuro ĆØ nella transizione energetica

L'obiettivo futuro per l'Italia ĆØ trovare il modo di accrescere la propria indipendenza energetica,Ā puntando sulle energie rinnovabiliĀ (solare, eolico, geotermico, biogas altre fonti green). Si rendono quindi necessari investimenti in questo senso, anche per far fronte all’esaurimento di risorse, come quelle del gas naturale, che non sono infinite, e soprattutto ai problemi a livello planetario come ilĀ riscaldamento globale.Ā 

A breve termine, nonostante gli investimenti nel settore delle rinnovabili, il gas naturale ed il GNL (Gas Naturale Liquido) continueranno a rappresentare delle risorse importanti per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale. La crescita del settore delle rinnovabili, accompagnata da un uso più efficiente dell'energia, servirà a ridurre progressivamente le importazioni (dalla Russia e da altri Paesi) per aumentare l'indipendenza energetica. 

Risorse utili

Che cos'ĆØ il gas naturale e a cosa serve
Come funzionano le reti di distribuzione del gas
Quanto costa un metro cubo di gas aĀ aprile 2026
Come riscaldare casa senza gas in inverno